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Un elicottero sul fondo
Foto di Adriano Penco - Articolo
pubblicato su Il Subacqueo del maggio 2001
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La zona è quella estrema della Riviera di Ponente in Liguria,
quasi al confine transalpino, dove, nel settembre del 1993, una
violenta quanto inattesa tempesta colse di sorpresa tutti, inclusi
tre elicotteri militari che ne sorvolavano i cieli in quel momento.
Motivo della missione che stava compiendo la formazione inglese
era una semplice esercitazione, che li aveva portati a raggiungere
questa zona aerea dallaeroporto di Albenga, punto esatto del
loro decollo.
La furia delle condizioni atmosferiche era tale che, impossibilitati
a rientrare alla base, costrinse gli equipaggi a iniziare le procedure
per un atterraggio di fortuna nei pressi di Sanremo e più
precisamente a Ospedaletti; manovra che si concluse però
in maniera positiva solo per due dei componenti la squadriglia,
mentre un terzo finì col mettere pattini e pale nello specchio
di mare antistante il comune di Imperia. Prontamente assistiti da
una motovedetta della Guardia Costiera che ne intercettò
la richiesta di soccorso, i membri dellequipaggio vennero
tutti tratti in salvo, ma per il velivolo non vi fu nulla da fare
e colò a picco in breve tempo. Il giorno successivo, addetti
del reparto militare subacqueo intervennero con la massima celerità
per asportare innanzitutto le sofisticate apparecchiature che pare
fossero in dotazione, come pure sembra siano state recuperate le
armi di cui lelicottero disponeva. Conclusa questa prima fase,
sarebbe poi seguita la seconda, cioè il totale recupero.
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Il recupero fallito
Ma la sorte non fu molto benigna, in quanto, prima che le forze militari
portassero a compimento lopera, un peschereccio lo agganciò
nelle reti trascinandolo via, fino a raggiungere una fossa al largo
di Bordighera, facendone così perdere le tracce definitivamente.
Il relitto venne dimenticato da tutti per sette anni, fino a quando
recentemente un subacqueo professionista di Sanremo, Fabio Avagnina,
lo ritrovò, organizzando, previa autorizzazioni dalle autorità
competenti, il recupero e lo spostamento a quote più consone
allimmersione sportiva. Alla spedizione parteciparono, oltre
allo stesso scopritore, anche Fabio Ferrando, Luca Coltri (titolare
del centro sub di Ventimiglia Pianeta Blu), Flavio Andreoletti
e Lello Barra.
Del ritrovamento vennero inizialmente informati i proprietari, ossia
le forze inglesi, le quali, però, per tutta risposta, dichiararono
il loro completo disinteresse a rientrare in possesso del relitto,
in quanto già spogliato delle apparecchiature top-secret e
con nessuna delle sue parti ormai utilizzabile a causa dellerosione
marina. Anche se il Mar Mediterraneo oggi è riconosciuto allunanimità
ricco di relitti di vario genere e natura, questo di un elicottero
praticamente integro nella sua struttura, con buona probabilità
è lunico nel suo genere a essere presente, tanto che
è entrato a far parte del programma dei punti di immersione
che settimanalmente Pianeta Blu propone ai suoi ospiti. |
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Scendiamo sullelicottero
Limmersione tecnicamente non presenta grosse difficoltà,
anche se comunque è consigliata a subacquei di provata esperienza,
in quanto il fondale su cui poggia il relitto è di poco oltre
i trenta metri di profondità e comunque entro il limite massimo
consigliato per limmersione sportiva con autorespiratori ad
aria.
La discesa avviene lungo il cavo dellancora, per cui, anche
se si tratta di una vera e propria immersione nel blu, cè
questo costante punto di contatto che psicologicamente dà un
grande aiuto. Ciò che invece rende limmersione un po
più impegnativa del solito sono le condizioni marine, le quali
possono esaltare, anche con mare calmo, la corrente o, peggio ancora,
la torbidità dellacqua. Situazioni negative che, comunque,
nel periodo estivo lasciano spazio ad altre più favorevoli,
se non per la corrente di certo per la limpidezza. Il relitto dellelicottero
(modello Gazelle, sigle Sa 341 o 342) si trova in posizione di volo,
con i pattini che poggiano su un fondo di natura fangosa, in prossimità
di alcune rocce, le quali, una volta completata lesplorazione
del velivolo, rappresentano altri punti cui dedicare il proprio interesse.
Come già anticipato, la struttura dellelicottero, nonostante
le avverse vicissitudini, si presenta in buono stato.
Danneggiata è la coda, dove è alloggiato un singolare
e innovativo modello di rotore conosciuto, tra gli addetti ai lavori,
col nome di frenestrom, che altri non è che una
sorta di elica intubata. Oltre alla coda, la cupola trasparente della
cabina di pilotaggio è mancante, andata in frantumi probabilmente
a causa dellimpatto con lacqua. Tutto il resto è
rimasto integro e in posizione, incluse le lunghe pale del rotore
principale e la turbina posta nella parte superiore del velivolo.Pure
gli strumenti di volo e tutto quanto fa parte del governo dellelicottero
in volo è integro, tutto si è conservato, persino le
cloche, poste in basso, dinanzi ai sedili di guida. |
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Una carlinga piena di vita
Naturalmente la zona più interessante da visitare è
proprio la zona prodiera, ricca di spunti e accessori, dove in bella
mostra è presente il quadro comandi. Lateralmente, sulla carlinga,
sono pure riconoscibili i numeri di matricola che fanno risalire,
senza pericolo di errore, al modello di aeromobile. Come ogni buon
relitto che si rispetti, anche questelicottero è divenuto
luogo di aggregazione tra gli abitanti del mare.
Tra gli assidui frequentatori si trovano infatti un grongo, che, vista
la continuità con cui si incontra, pare vi abbia già
eretto dimora, poi sporadicamente aragoste e soprattutto una nuvola
rossa di castagnole, che si apre al passaggio dei sub. Malgrado il
tempo trascorso in mare, le lamiere non sono particolarmente incrostate
e ricoperte. Si nota anche la presenza di alcuni spirografi. Il ritrovamento
da parte di Fabio Avagnina del Gazelle ha certamente dato nuova vita
al velivolo, divenuto meta importante tra le immersioni più
ambite dei sub in zona, e se ciò non fosse accaduto sarebbe
rimasto nelloblìo per il resto delleternità. |
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Notizie utili
Come arrivare: autostrada A10, uscita al casello di Ventimiglia, seguire
le indicazioni per il confine italo-francese.
Dove dormire: diverse sono le possibilità di soggiorno, sia
in Francia che in Italia, con sistemazioni in pensioni, hotel, camping,
bungalow e appartamenti. A Ventimiglia Hotel Posta, tel. 0184351218;
Hotel Sole Mare, tel. 0184230988.
Escursioni: visite nellentroterra ligure (Bussana, Seborga,
il castello medioevale di Dolceacqua), i giardini Hanbury di Mortola,
i Balzi Rossi, Montecarlo, Sanremo. |
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Piccolo complemento a proposito di questo relitto. Si tratta di
un elicottero modello Gazelle Sa 341, i cui dati sono :
Aerospatiale Gazelle
AH
| Paese d'origine : |
Francia / United Kingdom |
Tipo : |
Elicottero civile |
| Motore : |
Turbomeca / Rolls-Royce Astazou 111N da 592hp |
Serbatoio interno : |
445 l |
| Velocità : |
265 km/h |
Velocità di crociera : |
240 km/h |
| Autonomia : |
650km |
Ceiling : |
4300m |
| Lunghezza : |
12.09m con il rotor. Fusoliera : 9.519m |
Diametro del rotor |
10.5m |
| Altezza : |
3.02m |
Peso di combatimento |
1800kg |
| Armamento : |
Due 7.62mm L20A1 mitragliatrice e flares |
Equipaggio |
1 + 4 passegeri |
| Note : |
La versione per la "British Army" è prodotta
da la Westland, @ Yeovil in Somerset. Oggi molti di questi
modelli sono utilizzati per la scuola o il soccorso.
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